Orientamento al lavoro: la storia virtuosa di Aliou, barman provetto in un rinomato hotel di Como

5 dicembre 2018

Ecco Aliou nel suo ambiente di lavoro

«Grazie al lavoro mi sento utile e accettato», ecco la storia di Aliou, la nostra “terza puntata” dei reportage sull’orientamento lavorativo.

Aliou ha lo sguardo intelligente, un sorriso accattivante e tanta voglia di fare.

Aliou ha vent’anni ed è in Italia dal marzo 2017. Il suo Paese d’origine è la Guinea, dove viveva nella capitale Conakry con la famiglia. La Guinea – con l’Eritrea e la Nigeria – è il Paese africano dal quale giunge in Italia la maggior parte delle persone che richiedono la protezione internazionale. È una regione del mondo fortemente instabile a livello politico e sociale, dove il 50% della popolazione (in totale gli abitanti sono circa 13 milioni) vive sotto la soglia di povertà. Aliou non ama parlare della sua vita passata e della sua personale “fatica” per giungere in Italia. Però del suo Paese e dei suoi famigliari ha una forte nostalgia.

«Il 22 marzo 2017 – dice Aliou parlando molto bene la nostra lingua – sono sbarcato a Lampedusa e nei giorni successivi sono stato trasferito a Como, dove ho trovato accoglienza a Lora, presso le Suore Guanelliane. Dopo oltre un anno dal mio arrivo – mi ricordo che era il 27 luglio 2018 – sono stato ascoltato dalla Commissione che vaglia le richieste di protezione internazionale. L’iter è tuttora aperto e sono in attesa di novità».

Nel frattempo, in tutti questi mesi, Aliou si è bene integrato a Lora ed è stato seguito con cura dagli operatori di Symploké che coordinano le strutture di accoglienza sul territorio comasco. In particolare il giovane è rientrato nel progetto di scouting aziendale (di cui abbiamo parlato nei precedenti articoli – consulta QUI le notizie del 12 e del 20 novembre) ed è stato “accompagnato” in esperienze formative e professionali da Lisa Tassoni e Gabriele Bianchi, i due operatori di Symploké che si occupano, appunto, di questo importante progetto.

«Ho frequentato – ci dice con celato orgoglio Aliou – i corsi di italiano nella parrocchia di San Bartolomeo, di Rebbio e di via Italia Libera a Como (i corsi coordinati da Acli e Cpia, ndr). Poi, grazie all’aiuto di Symploké ho frequentato tre corsi di formazione lavorativa: il primo per la conduzione di carrelli elevatori, il secondo sulla sicurezza negli ambienti di lavoro e, il terzo, per lavorare come cameriere e operatore in sala bar (150 ore di apprendimento organizzate in collaborazione con Enaip Lombardia, ndr)».

Quest’ultimo corso ti ha aperto una interessante opportunità…

«Sì, e ne sono molto felice. Tramite un docente della stessa scuola, ho potuto sostenere alla fine di maggio del 2018 un colloquio presso l’Hotel Sheraton di Como con il direttore dell’albergo. Così ho potuto iniziare un percorso di tirocinio che mi è servito per migliorare le mie capacità. Successivamente, i responsabili dell’albergo hanno deciso di prorogare questo mio servizio fino al prossino anno, a maggio del 2019. Spero di continuare, sul posto di lavoro mi trovo bene con i colleghi e sono convinto di migliorare ancora».

Fare bene il cameriere di sala e il barista non è così facile…

«Sì certo. Bisogna avere tanta esperienza, saper essere gentili con i clienti, italiani e soprattutto stranieri, ed essere pronti a migliorare ogni giorno. Ringrazio anche i responsabili dell’hotel, perché mi permettono di frequentare i corsi interni di aggiornamento. Conoscere bene l’italiano, usare il francese madrelingua, e anche l’inglese è importantissimo. Tanto è vero che già mi sto informando per frequentare un corso anche di questa lingua che è parlata ormai da tutti. Grazie al lavoro mi sento utile e accettato. Penso alla mia vita in modo positivo».

Aliou sorride ancora… i suoi occhi sono quelli di un giovane che crede in ciò che fa e che può avere un futuro migliore. Un giovane che, oltre al suo impegno lavorativo, ha anche passioni, sogni e desideri… “nel cassetto”.

«Mi piace il calcio e ho anche giocato spesso all’oratorio di San Bartolomeo, facendo qualche allenamento assieme ai giocatori della Libertas. Mi piace il mondo della moda e spesso mi penso un bravo sarto che disegna e cuce vestiti. E poi… poi ho sempre nel cuore il mio Paese. Conakry è una grande città con circa 1 milione e 700mila abitanti. Chissà, magari un giorno riuscirò a tornare lì e aprire un piccolo ristorante tutto mio».