Kané Youssouf, una storia semplice. E vera!

25 settembre 2018

Un fotogramma del servizio di Mediaset, con l’intervista a Youssouf ripresa al campo dell’A.C. Menaggio dove si allena

La storia di Kané Youssouf, il giovane 21enne fuggito dal Mali e giunto a Griante in una struttura coordinata dalla Cooperativa Symploké (che ospita 8 persone ed è di proprietà del Comune), è emblematica e dimostra la virtuosità del sistema di accoglienza che tuttora opera sul territorio.

Kané oggi è un giocatore di calcio, tesserato dalla A.C. Menaggio, la formazione che milita nel campionato di Promozione. Un talento calcistico – potremmo dire senza retorica – una persona che ha voluto e saputo integrarsi, “essere utile”, guardare al suo futuro con fiducia e responsabilità. E queste caratteristiche sono state colte non soltanto dagli operatori – che sin dal suo arrivo lo hanno seguito nell’iter burocratico di accoglienza e gli hanno dato una dimora – ma anche dagli stessi dirigenti della società calcistica che ne hanno colto il talento e lo hanno ingaggiato sin da quando seguiva gli allenamenti dal muretto e sperava di giocare una vera e propria partita.

La storia di Kané – già raccontata dal quotidiano “La Provincia” di Como nel lontano 26 novembre 2017 – è stata ripresa il 20 settembre 2018 dall’emittente nazionale Mediaset, nella trasmissione “Stasera Italia” grazie a un servizio della giornalista Francesca Oliva. Riproduciamo il video e ringraziamo la redazione di Mediaset che ha colto l’importanza di “riportare” un esempio di come sia possibile l’accoglienza e l’integrazione delle persone come Kané, al di là della retorica della “buona” accoglienza o, peggio ancora, di quella “negativa” sostenuta dai numerosi “costruttori di muri”, che animano le discussioni nei bar o nel Parlamento della Repubblica.